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DOI 10.1707/2947.29624 Scarica il PDF (81,2 kb)
Ric&Pra 2018;34(4):171



Un asilo d’infanzia rende più di un bond...


Come mai l’Italia, un paese a democrazia matura e con welfare avanzato, ha una mobilità sociale fortemente bloccata? L’Italia di oggi è un Paese pietrificato: i discendenti di chi in passato ha costruito grandi fortune sono ancora e sempre al vertice, mentre i pronipoti delle classi popolari di un tempo sono sempre fermi sui gradini più bassi.
Rimane, quindi, centrale il tema delle disuguaglianze economiche e della povertà educativa dei nostri territori, a partire dal mondo dei bambini delle classi disagiate, che rappresentano la speranza concreta del futuro delle nostre città.
Ma occorre che sappiamo bene quale realtà complessa viviamo e quali investimenti per nuove politiche dell’infanzia siamo disposti a fare. È utile a questo proposito il libro.
L’autore ha condotto una serie di test, soprattutto su bambini e ragazzi in età scolare, per verificare quali sono i maggiori ostacoli che impediscono ai più svantaggiati di cambiare la propria condizione d’origine. A partire da questa consapevolezza, esistono però come racconta Fubini, non solo problemi radicati nella storia, ma anche soluzioni pratiche.
Se l’Italia stenta a riprendersi dalla crisi economica, afflitta com’è da un debito pubblico che lievita in modo inversamente proporzionale alla crescita, dal drammatico calo delle nascite, dai patrimoni dinastici e da «una povertà educativa sorprendente per una nazione con la nostra storia», l’immobilismo sociale è un’ulteriore, inaccettabile complicazione che penalizza e paralizza le nuove generazioni. Per risolverla, è necessario che la scuola porti il suo aiuto molto presto e con più efficacia, sapendo che un asilo d’infanzia «rende più di un bond». Perché è solo nei primi anni di vita che si può cambiare una mentalità e, quindi, un destino.
On. Paolo Siani
Pediatra e Parlamentare
siani_p@camera.it

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Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |  ISSN online: 2038-2480