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DOI 10.1707/3024.30223 Scarica il PDF (57,1 kb)
Ric&Pra 2018;34(6):266-267



CRONACHE DA UNA LUCIDA FOLLIA

Paolo Siani



Al Ministro dell’Interno

2 ottobre
La ringrazio per aver scelto di venire a Napoli, che sta vivendo una grave e feroce recrudescenza dei fenomeni criminali in alcuni quartieri, e mi riferisco ai continui raid, “stese” di camorra e azioni violente compiute dalle babygang, che purtroppo segnano in negativo la nostra città.
Le voglio al contempo segnalare che, proprio nei quartieri maggiormente colpiti dal crimine, sono sorte in questi anni diverse realtà associative impegnate sul versante della legalità, soprattutto a favore dei giovani del territorio.
Queste associazioni, e in particolare quelle che operano a Forcella, che sono impegnate nell’attività di riqualificazione e sviluppo dei quartieri, hanno lanciato un appello, chiedendo un tavolo di lavoro che coinvolga lo Stato centrale e le sue amministrazioni territoriali, perché in assenza di cambiamenti sostanziali e senza un concreto aiuto da parte delle istituzioni si vedranno costrette a sospendere il proprio lavoro.
Appare evidente che una tale ipotesi debba essere scongiurata, perché essa lascerebbe campo libero, in modo irreversibile, alle organizzazioni criminali.
Forcella, come altri quartieri del centro storico di Napoli, ha al contrario l’esigenza di vedere rafforzata l’attività di prevenzione culturale svolta da queste associazioni, che devono sentire concretamente la vicinanza e il sostegno del Governo, della Regione, del Comune. In una parola, dello Stato.
La repressione, che pure è decisiva, come lei ben sa, non è sufficiente. Se non si toglie ossigeno alle organizzazioni criminali e se non si agisce sulle diseguaglianze sociali, il fenomeno della camorra continuerà non solo a imperversare, ma a fortificarsi ulteriormente.
Sono molteplici gli studi che confermano che l’investimento sui bambini dei primi 3 anni di vita è quello più produttivo e l’asilo nido è uno dei punti centrali per il contrasto alle diseguaglianze.
l’Unione Europea ha fissato come obiettivo per i Paesi europei il coinvolgimento del 33% dei bambini 0-3 anni negli asili nido, ma la Campania è al 6,6% molto lontana, quindi, da quell’obiettivo.
Se si vuole davvero dare un cenno di cambiamento al nostro Paese e contrastare la povertà educativa, che vuol dire adulti poco competenti e più fragili, bisogna cominciare da qui, ricalcolare subito i fondi per gli asili nido e per l’infanzia, e poi monitorare attentamente che gli amministratori siano in grado di spenderli tutti e di creare asili nido di qualità.
Le chiediamo, pertanto, la stabilizzazione del Fondo nazionale infanzia: che diventi un capitolo consolidato del bilancio dello Stato, magari incrementato al punto da poter aprire, nei prossimi anni, un numero di servizi educativi per la prima infanzia che ci consenta, quantomeno, di avvicinarci alle percentuali di Lisbona: il 33%.
Certo, sarebbe un segnale ancora maggiore di attenzione per tutti i bambini e le bambine d’Italia se si raggiungesse la quota 100 non solo nelle pensioni ma anche nell’offerta di posti asilo: è un investimento immensamente minore con ritorno altissimo, in termini sociali, culturali ed economici.
Insieme alla repressione, che le forze dell’ordine e i magistrati stanno svolgendo con grande determinazione e con successo (sono tutti in galera i boss della camorra), per togliere ossigeno ai clan bisogna vincere la sfida educativa.
Non farlo e affidarsi alla sola repressione significherà solo qualche mese di silenzio, qualche arresto, ma poi si riprenderà ineluttabilmente a sparare.
Bisogna ridare speranze e opportunità ai ragazzi di Napoli. Questa è la sfida che porterà al vero cambiamento. PS




Notte alla camera

14 ottobre
E poi vennero i giorni di lavoro intenso, serrato, a tratti convulso. Poi vennero le notti e le sedute fiume. Sì, le notti nel palazzo di Montecitorio e le sedute fiume, senza interruzioni.
Vi spiego come funziona: i capigruppo dei vari partiti si riuniscono con la Presidenza della Camera e viene decisa la seduta fiume che poi viene votata e approvata o respinta nell’aula di Montecitorio. E così alle 23 circa la maggioranza vota a favore della seduta fiume per cui tutto il palazzo resta perfettamente funzionante per tutta la notte. I commessi non smontano, la buvette resta aperta e sforna panini e prepara caffè a ripetizione, insomma tutto funzionante come al mattino.
Comincia la seduta fiume e tutte le opposizioni si iscrivono a parlare per illustrare ciascuno un emendamento che possa migliorare il decreto mille proroghe presentato dal governo.
L’aula pian piano si svuota finché restano solo i deputati delle opposizioni.
La prima reazione è stata quella di chiedermi ma a che serve? Perché dobbiamo stare qui a parlare, solo tra di noi, a che serve?
Si poteva evitare, meglio cercare un accordo.
Poi pian pian senti gli interventi sulle periferie, poi quelli sui vaccini e capisci che serve, è importante esercitare la democrazia, e anche l’ostruzionismo serve alla democrazia. Poi la maggioranza può tener conto delle nostre osservazioni, delle nostre proposte, o non prenderle neppure in considerazione. Ma serve che qualcuno provi a proporre miglioramenti, con gli strumenti consentiti dalla costituzione, a chi fa le leggi.
Questo è l’esercizio sovrano della democrazia. Guai a perderlo.
E alle 5 del mattino arriva anche l’on Sgarbi di rientro dal suo spettacolo a teatro, si siede tra i banchi dell’opposizione e fa il suo intervento criticando l’operato del governo, proprio per esercitare la democrazia.
Ne ho fatte tante di notti in ospedale al pronto soccorso, in reparto, d’estate, d’inverno e di domenica, ma non avevo mai fatto una notte nell’Aula del Parlamento. Ecco, adesso ho fatto anche questo.
In fondo si tratta sempre di cura, prima curavo bambini ammalati ora sto provando, in tutti i modi, a far capire a chi ci governa che le vaccinazioni sono una cosa seria, che l’autocertificazione prolungata fino a marzo 2019 è sbagliata e inutile.
In fondo ora mi prendo cura di tutti i bambini, per metterli tutti al sicuro, nonostante questa battaglia sia più difficile. PS


Le opinioni espresse dall’autore sono personali e non riflettono necessariamente quelle dell’istituzione di appartenenza.





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