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DOI 10.1707/3159.31390 Scarica il PDF (44,0 kb)
Ric&Pra 2019;35(3):99-100



Sono solo canzonette
Maurizio Bonati
Dipartimento di Sanità Pubblica
Istituto di Ricerche Farmacologiche
Mario Negri IRCCS, Milano
maurizio.bonati@marionegri.it






Sono solo canzonette
è la canzone che dà il titolo all’album del 1980 di Edoardo Bennato. Che canta di diritto alla libertà, di diritto di espressione: una “canzonetta” che nasconde temi e riflessioni più di quanto appaia… ai più. Dopo tutto è la favola di Peter Pan, dei suoi sogni e dei suoi nemici, dei malcostumi, soprusi e piccole vigliaccherie di cui tutti siamo vittime o carnefici. Sarà la fantasia l’unica forza salvifica, che può mantenerci innocenti il più a lungo possibile, senza dover crescere mai? La risposta non è nelle canzoni; chi scrive e canta può solo dire, denunciare, far riflettere: il valore aggiunto lo deve mettere l’ascoltatore. Già nel 1977 l’artista napoletano si era servito della favola di Pinocchio come metafora di luci e ombre del vivere. Quel burattino iperattivo 1, quel “ribelle mancato ma anche, perpetuamente, un bambino mancato: ciò che può riscattarlo è la sua follia… uno di quei bambini ipercinetici e simpaticissimi… impulsivo, cordialmente irresponsabile…”2 insomma oggi sarebbe, con Giovanni Jervis, un bambino con disturbo da deficit di attenzione con iperattività (ADHD) e relative comorbilità. Come il cinema e le varie forme artistiche anche le “canzonette” mirano a farci riflettere sul rapporto tra soggetto e mondo, tra soggetto e altri, anziché spiegarlo3. Nel gioco del confronto poi ciascuno vede e sente ciò che può e vuole vedere e sentire. Succede quindi che Argentovivo, la canzone di Daniele Silvestri presentata quest’anno a Sanremo, ha impressionato parte della platea dell’Ariston e dell’uditorio televisivo, in particolare, pare, le mamme. Alessandro Zuddas esperto di ADHD dice “l’ho trovata una delle più accurate e poetiche descrizioni dell’ADHD in adolescenza, specie quando non ‘gestito’ in maniera adeguata in età scolare e prescolare”4. Qui la psicopatologia del sedicenne “distratto” è meglio descritta ed è più rispondente alla classificazione del DSM-5 che non quanto fatto con il bambino Pinocchio oltre un secolo fa, ma gli elementi per costruire la composizione sono gli stessi: carcere, scuola, padre, bugia, cartella/zaino, le punizioni, i comportamenti oppositivi, ecc. Non tutti gli adolescenti sono così, e in non tutti i ragazzi in sofferenza il disagio è così profondo. Ma è comunque un’immagine della realtà troppo spesso confinata alla cronaca giornalistica o alla sofferenza famigliare. I disturbi psichiatrici dell’età evolutiva interessano circa il 14% dei bambini oltre i 4 anni e degli adolescenti 5 (circa un milione gli interessati in Italia), mentre l’ADHD clinicamente manifesto e diagnosticato interessa l’1,4% dei bambini che frequentano la scuola primaria (quindi circa 60.000 bambini in Italia)6.
Daniele Silvestri è cantautore serio, impegnato e versatile, pluripremiato. Alcuni bei testi, non sempre i più noti. Ma Silvestri è un padre preoccupato dei suoi figli adolescenti. È preoccupato e terrorizzato dell’estremo stato di disagio in un mix di sensazioni, percezioni, condizioni estreme di rottura, rifiuto, autolesionismo... di denuncia, di abbandono. Silvestri ben si “veste” da sedicenne bisognoso, “ispirato” dalla paura del genitore impotente. E se capitasse anche a me? Occasione/pretesto quindi per riflettere (magari non da soli) sulla genitorialità, perché “se c’è un reato che ho commesso là fuori (non) è stato quello di nascere”, ma è quello di essere rimasto da solo e/per/con genitori impotenti. “La soluzione per i nostri figli speriamo che la scoprano loro”, dice Silvestri. Certo, ma insieme, perché è parte del percorso educativo e delle responsabilità genitoriali. L’educazione dei bambini e dei ragazzi deve avvenire, con passione ed entusiasmo, dentro al tessuto sociale reale “apparecchiando piatti appetitosi per appetiti insaziabili” 7. E come ricorda Valeria Parrella in Almarina, anche in condizioni estreme, educare non è un lavoro da secondini e giudici, ma una grande avventura in cui la bellezza del condividere si coniuga all’entusiasmo della scoperta8.
Se il messaggio è allora quello di non lasciarli soli, di procedere insieme nel tempo e nello spazio educativo, allora anche la “canzonetta” Caramelle, testo duro... come la realtà, è un (pre)testo per riflettere. Come dice l’autore, Pierdavide Carone, “Io non credo che la musica cambi il mondo, ma credo che possa prenderlo a schiaffi. Penso che certe volte un cantautore o una band abbiano il preciso dovere di farlo”. Magari gli arrangiamenti non sono il massimo, ma questa “canzonetta” ci sarebbe stata bene a Sanremo, se gliel’avessero consentito.
Sono solo canzonette? Forse. Sono, comunque, anche inviti inusuali di speranza e di azione per grandi, piccoli… tutti. Sono urla per bisogni inevasi (“fui condannato prima di nascere”), per abusi subiti (“nel mio silenzio il ricordo di cose più belle. Il colore delle stelle, mentre prendi la mia pelle. In cambio un sorriso e due caramelle”)… per diritti negati.
Non sono solo canzonette.

BIBLIOGRAFIA
1. Bonati M. Il burattino iperattivo. Quaderni ACP 2002; IX: 6-7.
2. Jervis G. Prefazione. In: Collodi C. Le avventure di Pinocchio. Einaudi: Torino, 2014.
3. Bonati M. Attraverso lo schermo. Cinema e autismo in età evolutiva. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2019.
4. Zuddas A. Argento vivo. Medico e Bambino 2019; 38: 75.
5. Polanczyk GV, Salum GA, Sugaya LS, Caye A, Rohde LA. Annual research review: a meta-analysis of the worldwide prevalence of mental disorders in children and adolescents. J Child Psychol Psychiatry 2015; 56: 345-65.
6. Reale L, Bonati M. ADHD prevalence estimates in Italian children and adolescents: a methodological issue. Ital J Pediatr 2018; 44: 108.
7. Gallo L, Mottana P, a cura di. Educazione diffusa. Per salvare il mondo e i bambini. Viareggio: Dissensi Edizioni, 2017.
8. Parrella V. Almarina. Torino: Einaudi, 2019.


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