TY  -  JOUR
AU  -  Rezzonico, Rossano
AU  -  Caccamo, Maria Letizia
AU  -  Sanchez, Nieves
AU  -  Parades, Sorayda
AU  -  Cartabia, Massimo
AU  -  Froesch, Patrizia
AU  -  Cavalli, Franco
T1  -  Efficacia della ventilazione non invasiva neonatale a basso costo in Nicaragua
PY  -  2012
Y1  -  2012-09-01
DO  -  10.1707/1154.12717
JO  -  Ricerca & Pratica
JA  -  Ric&Pra
VL  -  28
IS  -  5
SP  -  193
EP  -  209
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2480
Y2  -  2026/05/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1707/1154.12717
N2  -  ► Obiettivi. Nei paesi industrializzati la pressione positiva continua nelle vie aeree applicata per via nasale (NCPAP) è il trattamento cardine dell’insufficienza respiratoria dei neonati (RDS) e ha sostituito le modalità più invasive, costose e complesse di ventilazione meccanica (VM) che prevedono l’intubazione tracheale. Tra i differenti sistemi di NCPAP, la bubble NCPAP si distingue per semplicità, economicità e per efficacia terapeutica simile o, secondo alcuni autori, maggiore rispetto agli altri metodi; risulta quindi particolarmente adatta ad essere impiegata nei Paesi a scarse risorse economiche. Sebbene sia condiviso che la NCPAP dovrebbe essere la prima e la principale modalità per l’assistenza dei neonati con RDS è limitata la documentazione sulla sua efficacia nei Paesi con scarse risorse. ► Metodi. La ricerca è stata effettuata nella Terapia Intensiva (TIN) dell’ospedale Bertha Calderon di Managua, la più grande maternità del Nicaragua. Fino al 2006 in questa TIN l’assistenza respiratoria prevalente era l’intubazione e la VM, mentre la NCPAP veniva utilizzata sporadicamente. Per questa ragione è stato realizzato un progetto che si proponeva di ridurre il numero di neonati intubati e ventilati meccanicamente, introducendo, dopo adeguata formazione, l’uso sistematico di un sistema bubble NCPAP a basso costo. L’efficacia dell’intervento è stata valutata confrontando nei neonati che hanno richiesto assistenza ventilatoria (AV) quanti hanno ricevuto NCPAP nel 2006 (prima dell’inizio del progetto) e nel 2008 (due anni dopo). 
La valutazione ha considerato anche la mortalità, la durata del ricovero in TIN e la distribuzione del carico assistenziale. ► Risultati. Le due popolazioni di neonati con AV dei due anni sono risultate sovrapponibili per gravità (non differenze significative per profilassi steroidea, trattamento con surfactante, età gestazionale, peso alla nascita, patologia presentata). La frequenza di nati da taglio cesareo e quelli di peso molto basso è risultata maggiore nel 2008. Il ricorso alla rianimazione alla nascita era maggiore nel 2006. Il numero di neonati intubati e ventilati meccanicamente si è ridotto dal 72 del 2006 al 39% nel 2008 (p <0,0001) con un aumento del 33% di neonati trattati in NCPAP (27,8 del 2006 vs 60,8% nel 2008). Nel gruppo di neonati con AV la mortalità si è ridotta, passando dal 40,4 nel 2006 al 22,7% nel 2008 (p <0,0001). Nel 2008 la durata media della degenza si è ridotta in tutti i neonati ricoverati in TIN, mentre è significativamente aumentata nel gruppo di neonati AV. Il carico assistenziale si è spostato sui neonati in NCPAP (+178% di ore) con un teorico risparmio del 51% delle ore di VM nel 2008. La regressione logistica indica una correlazione significativa tra la probabilità di decesso, la bassa età gestazionale e la VM. ► Conclusioni. Questo è il primo studio, con una casistica molto ampia, condotto in una grande TIN di un Paese con scarse risorse, che dimostra la possibilità di ridisegnare la strategia dell’assistenza respiratoria, con l’utilizzo sistematico di un sistema bubble NCPAP a basso costo. Questo cambiamento è stato determinante per un’importante riduzione della mortalità, per un differente carico assistenziale e per una conseguente riduzione dei costi assistenziali. Questo studio rafforza in modo deciso l’indicazione che la NCPAP deve diventare la prima metodica di assistenza respiratoria dei neonati nei Paesi a risorse limitate.
ER  -   
