TY  -  JOUR
AU  -  Ravazzini, Marzia
AU  -  Jacchetti, Gaia
T1  -  Domande e risposte di cura. 
Percorsi di accesso ai servizi sanitari delle persone vulnerabili 
che abitano la grande città
PY  -  2013
Y1  -  2013-09-01
DO  -  10.1707/1342.14924
JO  -  Ricerca & Pratica
JA  -  Ric&Pra
VL  -  29
IS  -  5
SP  -  197
EP  -  207
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2480
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1707/1342.14924
N2  -  ? Obiettivi. Studiare il rapporto tra vulnerabilità e organizzazione sanitaria, indagandone le variabili che generano inequità nell’accesso e complessità nella relazione di cura. ? Metodi. Lo studio si avvale dell’intersezione metodologica quanti-qualitativa, nell’ora e qui di una visita medica. In particolar modo si indagano la conoscenza dei servizi, le capacità e i comportamenti dei pazienti nelle modalità di accesso, nell’ultimo anno e nelle intezioni future. Campo d’indagine è l’ambulatorio medico della Fondazione Casa della Carità a Milano, struttura di accoglienza per le persone vulnerabili. ? Risultati. Nelle otto settimane di studio, i pazienti inclusi sono stati 105: 66 (63%) uomini e 39 (37%) donne, tutti adulti, residenti o che afferiscono alla Casa, nel loro primo accesso all’ambulatorio. Le traiettorie di cura esplicitate connettono tre livelli: patient, practice e policy. La domanda del paziente evidenzia il desiderio di ascolto (38%), la volontà di cambiare (30%), il bisogno di cura subordinato ai bisogni primari (25%), una sofferenza spesso non compresa dall’apparato sanitario (24%). Tra i servizi, il medico di medicina generale (MMG) resta distante: il 54% dei pazienti ha utilizzato impropriamente l’ambulatorio, pur avendo il MMG. Il servizio più utilizzato è il Pronto Soccorso (61%); altri servizi usati rispondono a pazienti portatori di patologia cronica. Infine, il 48% dei pazienti è arrivato all’ambulatorio con l’aiuto di operatori sociali. ? Conclusioni. Per le persone vulnerabili l’incontro tra domanda e risposta di cura rimane difficile: la domanda non raggiunge in autonomia il servizio pubblico, sia perché non completamente intercettata, sia perché complessa. Occorre una sanità attiva nei confronti dei vulnerabili, sensibile e attenta ai bisogni, ma anche pronta ad intercettarli.
ER  -   
