TY  -  JOUR
AU  -  De Gobbi, Riccardo
AU  -  Scarmignan, Stefano
AU  -  Fassina, Roberto
AU  -  Cavallin, Francesco
T1  -  I bias cognitivi come causa di errore in medicina generale: indagine su cento medici
PY  -  2015
Y1  -  2015-03-01
DO  -  10.1707/1856.20272
JO  -  Ricerca & Pratica
JA  -  Ric&Pra
VL  -  31
IS  -  2
SP  -  53
EP  -  60
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2480
Y2  -  2026/06/03
UR  -  http://dx.doi.org/10.1707/1856.20272
N2  -  ►Premessa. La ricerca psicologica ad indirizzo cognitivo negli ultimi decenni ha permesso di acquisire molte importanti conoscenze utilizzabili nel contesto della medicina generale, in particolare per ciò che concerne i bias cognitivi nel percorso diagnostico-terapeutico. ►Obiettivo. Con la presente ricerca ci siamo proposti di indagare il livello di conoscenze di questi bias da parte di un campione di 100 medici di medicina generale, la competenza di questi medici nell’utilizzare queste conoscenze nel processo diagnostico ed il loro interesse a percorsi di formazione sull’errore in medicina. ►Metodi. Abbiamo condotto uno studio osservazionale somministrando un questionario ad un campione di 100 medici di medicina generale italiani convenzionati col Sistema Sanitario Nazionale. I dati sono stati raccolti nel periodo tra giugno ed ottobre 2014. ►Risultati. I dati raccolti dimostrano che il 67% dei medici non è a conoscenza di ricerche in questo settore e si orienta nella gestione del caso clinico utilizzando esperienza, buon senso ed intuito: la larga maggioranza non applica una metodologia che preveda un sistematico riesame delle decisioni assunte. Il 99% degli intervistati ritiene importante per la propria formazione un’analisi sistematica dei propri errori e l’87% ammette di farlo principalmente da solo e/o con altri colleghi. Molto pochi sono invece i medici che partecipano ad incontri di audit, tra le modalità migliori per la formazione in tale ambito. ►Conclusioni. Lo studio conferma la importanza di queste conoscenze di psicologia cognitiva per i medici di medicina generale italiani e la necessità che chi si occupa di formazione e di aggiornamento prenda in considerazione anche queste recenti acquisizioni.
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