TY  -  JOUR
AU  -  Ravazzini, Marzia
AU  -  Jacchetti, Gaia
AU  -  De Filippo, Tommaso
AU  -  Guzzetti, Stefano
AU  -  Inghilleri, Paolo
AU  -  Vicenzi, Andrea
T1  -  Domande e riposte di cura. Il ruolo della vulnerabilità nell’accesso alla cura: un vero discorso di salute
PY  -  2016
Y1  -  2016-09-01
DO  -  10.1707/2358.25270
JO  -  Ricerca & Pratica
JA  -  Ric&Pra
VL  -  32
IS  -  5
SP  -  198
EP  -  211
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2480
Y2  -  2026/04/23
UR  -  http://dx.doi.org/10.1707/2358.25270
N2  -  ►Obiettivo. Nel contesto di crescente sofferenza urbana, studiare il rapporto tra vulnerabilità e organizzazione sanitaria, indagandone le variabili che generano inequità nell’accesso e complessità nella relazione di cura. Lo studio assume i vulnerabili come coloro che mancano di accesso alla risorse materiali e di tessuto di riferimento relazionale in un contesto di povertà urbana ed intende costruire uno strumento di rilevamento; l’organizzazione sanitaria è considerata un sistema sociale fondamentale, determinante di salute e di equità. ►Metodo. Lo studio si avvale dell’intersezione metodologica quanti-qualitativa, nell’esplicitazione della domanda di cura da parte del paziente in cerca di una risposta. Individuata la popolazione vulnerabile attraverso l’applicazione di un filtro che comprende 4 ambiti di vulnerabilità: condizione migrante, mancanza di lavoro/ reddito, mancanza di casa e basso livello di alfabetizzazione, in particolar modo si indagano la conoscenza dei servizi, le capacità e i comportamenti dei pazienti nelle modalità di accesso, nell’ultimo anno e nelle intenzioni future. Il contesto urbano dello studio ha due punti di osservazione ulteriori a Milano: il Pronto Soccorso dell’ospedale pubblico L. Sacco (PS) e lo sportello farmacologico del centro San Fedele (SF). ►Risultati. Nelle otto settimane di studio, rispettivamente per ogni campo di ricerca i pazienti inclusi, tutti adulti, sono stati 282: in PS 49 (51% uomini) giunti in autonomia, in codice bianco o verde e allo sportello del SF 233. Le traiettorie di cura esplicitate connettono tre livelli: patient, practice e policy. Il filtro applicato nello studio mostra che la vulnerabilità del paziente è stata intercettata con alto livello di complessità (3 elementi: 75% in PS, 49% al SF). L’apporto qualitativo mostra come la complessità portata dal paziente incida sulla domanda di cura: il paziente cerca maggiore ascolto, subordina il bisogno di cura ai bisogni primari, e non si sente capito dall’apparato sanitario; nonostante questo, emerge la volontà di cambiare in termini di healthability. Tra i servizi, in Italia il medico di medicina generale (MMG) resta centrale: nell’ultimo anno si è recato il 52% del PS e il 73% del SF mentre il servizio più utilizzato è il Pronto Soccorso (83% in PS e 52% al SF). Per tutti i vulnerabili appare debole la capacità a muoversi nel percorso di cura in autonomia: il 59% al PS è stato aiutato da qualcuno e il 28% al SF da diversi aiuti. ►Conclusioni. Le persone vulnerabili sono una sfida per il sistema sanitario pubblico e un’opportunità per riflettere sul suo funzionamento, mostrando come l’incontro tra domanda e risposta di cura rimane difficile. La domanda non raggiunge in autonomia i servizi, sia perché non completamente intercettata, sia perché complessa. Occorre una sanità attiva nei confronti dei vulnerabili, capace di riconoscerli attraverso lo strumento-filtro adottato, attenta ai bisogni, ma anche competente e pronta ad intercettarli. I tre livelli del sistema individuati, patient-practice-policy, devono poter interagire, nell’ottica di salute globale, valorizzando l’healthability del paziente stesso nelle diverse dimensioni di cura.
ER  -   
