TY  -  JOUR
AU  -  Banzi, Rita
AU  -  Garattini, Silvio
T1  -  Il mito della vitamina D sotto il sole
PY  -  2019
Y1  -  2019-05-01
DO  -  10.1707/3159.31392
JO  -  Ricerca & Pratica
JA  -  Ric&Pra
VL  -  35
IS  -  3
SP  -  108
EP  -  114
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2480
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1707/3159.31392
N2  -  L’uso degli integratori a base di vitamina D e analoghi in Italia è aumentato drasticamente negli ultimi anni. È inoltre aumentato il ricorso al dosaggio dei livelli di 25-idrossi-vitamina D anche nei soggetti sani per definire eventuali insufficienze o stati carenziali, malgrado una sostanziale mancanza di standardizzazione circa i range di normalità. Sebbene livelli bassi di vitamina D siano frequenti in numerose condizioni patologiche, le prove dell’efficacia di tale supplementazione sono limitate a poche malattie legate ad un prolungato stato carenziale. L’uso a scopo preventivo di malattie oncologiche e cardiovascolari è del tutto inappropriato. La vitamina D è frequentemente prescritta nelle donne di età superiore a 65 anni per prevenire disturbi in ambito muscolo-scheletrico. Recenti revisioni sistematiche, che hanno raccolto dati su oltre 50.000 partecipanti, hanno concluso che la vitamina D non ha effetti clinicamente significativi su fratture, cadute o aumento della densità ossea nei soggetti sani, anche se anziani, che vivono in comunità. Uno stile di vita corretto, cioè un’adeguata esposizione alla luce del sole e una dieta bilanciata, è spesso sufficiente a prevenire stati di carenza di vitamina D. Queste informazioni dovrebbero essere prese in considerazione per migliorare l’appropriatezza prescrittiva e adeguatezza delle cure.
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