TY  -  JOUR
AU  -  Campi, Rita
AU  -  Miglio, Daniela
AU  -  Federico, Paolo
AU  -  Bonati, Maurizio
T1  -  La nascita in Lombardia: il Rapporto CedAP 2018
PY  -  2020
Y1  -  2020-03-01
DO  -  10.1707/3357.33286
JO  -  Ricerca & Pratica
JA  -  Ric&Pra
VL  -  36
IS  -  2
SP  -  57
EP  -  68
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2480
Y2  -  2026/03/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1707/3357.33286
N2  -  ► Caratteristiche della popolazione.  Con 75.348 nati continua il decremento nel numero dei nati in Regione Lombardia rispetto agli anni precedenti, il tasso di natalità scende a 7,5 nati per 1000 abitanti. Le madri con cittadinanza straniera costituiscono nel 2018 il 30,4% del totale delle madri; principalmente madri di origine africana (9,7% del totale delle madri). L’età media delle madri al momento del parto è di 32,4 anni per le italiane e 28,5 per le straniere. La frequenza di donne che partoriscono con un’età ≥40 anni è del 10,8%; la quota di minorenni è lo 0,7%. Il tasso di madri non coniugate (nubili, separate, divorziate o vedove) è del 36,9%. Il 23,0% delle madri ha una scolarità medio-bassa (licenza elementare o di scuola media inferiore), mentre il 35,1% risulta laureata o con diploma universitario. Il 63,9% delle madri ha un’attività lavorativa, mentre il 9,7% risulta disoccupata. ► Gravidanza.  Il 9,7% delle donne effettua meno di 4 visite. Il 2,3% delle donne italiane e il 15,6% delle donne straniere effettuano una prima visita in gravidanza dopo le 12 settimane di gestazione. Il 7,7% delle donne è sottoposto ad almeno un’indagine prenatale invasiva (amniocentesi, villocentesi o funicolocentesi). Il tasso di amniocentesi risulta dell’1,5% nelle donne di 30-34 anni, aumentando per le età successive. ► PMA.  Sono in aumento i parti da tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) in media 4,2 ogni 100 gravidanze, e aumentano all’aumentare dell’età della donna. È la fecondazione in vitro con trasferimento di embrioni in utero (FIVET) la tecnica più utilizzata (42,3%). ► Parto.  Il 70,8% dei parti è avvenuto in 27 punti nascita (dei 65 regionali), dove si assistono oltre 1000 parti/anno. Il tasso di gravidanze pretermine è il 6,5%, quello di gravidanze post-termine è 0,05%. Il travaglio è stato indotto nel 23,7% dei parti. Il 26,1% dei parti avviene con taglio cesareo con ampie differenze tra le ATS e le singole strutture. Il tasso di parti plurimi è dell’1,7%. Nel 93,1% dei parti vaginali la donna ha accanto a sé una persona di fiducia, prevalentemente (89,0%) il padre del neonato. Il tasso di neonati di peso inferiore ai 2500 grammi è 7,4%, quello dei neonati di peso inferiore ai 1500 grammi è 1,1%. ► Robson.  I parti classificati secondo Robson sono complessivamente 64.643 corrispondenti all’ 85,6% del totale dei parti avvenuti nei punti nascita pubblici, equiparati e privati accreditati. Le classi più rappresentate sono la 1 e 3, pari al 49,1% dei parti classificati. I parti nella classe 5, relativa alle madri con pregresso parto cesareo, rappresentano il 13,0% dei parti totali classificati a livello regionale. L’analisi del ricorso al taglio cesareo nelle classi di Robson evidenzia un’ampia variabilità tra le ATS nelle classi a minor rischio, confermando la possibilità di significativi miglioramenti delle prassi organizzative e cliniche adottate nelle diverse realtà.
ER  -   
