TY  -  JOUR
AU  -  Segre, Giulia
AU  -  Costantino, Ilaria
AU  -  Scarpellini, Francesca
AU  -  Tessarollo, Valeria
AU  -  Clavenna, Antonio
AU  -  Bonati, Maurizio
T1  -  Uno sguardo al neurosviluppo raggiunto 
ai 2 anni d’età
PY  -  2022
Y1  -  2022-05-01
DO  -  10.1707/3802.37876
JO  -  Ricerca & Pratica
JA  -  Ric&Pra
VL  -  38
IS  -  3
SP  -  107
EP  -  124
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2480
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1707/3802.37876
N2  -  Alla comparsa di un disturbo psicologico nel bambino, anche lieve, una diagnosi precoce è fondamentale per dar seguito ad un intervento tempestivo e appropriato finalizzato ad un miglioramento sia del quadro sintomatologico che dello sviluppo del bambino. Un’identificazione precoce consente di prevenire le conseguenze di varia entità, a breve e lungo termine, sia sull’individuo che sulla famiglia e sull’intera società. Da qui l’importanza dell’”occhio” e della pratica clinica del pediatra nell’individuare precocemente potenziali disturbi, ma anche quello dei genitori. 
È quindi importante coinvolgere attivamente i genitori sin dalla fase della diagnosi. A tale proposito, nell’ambito dell’albero-progetto NASCITA è stato attivato un ramo mirato a costruire un approccio condiviso e attivo tra genitori, pediatri e neuropsichiatri/psicologi in occasione dei bilanci di salute dei due anni d’età. Sono stati utilizzati tre test: l’M-CHAT-R (Modified Checklist for Autism in Toddlers, Revised) per valutare il linguaggio, le competenze sociali, il comportamento, l’area sensoriale; 
il PSI-SF (Parenting Stress Index – Short Form) per verificare il grado di discrepanza percepita dal genitore tra le richieste del figlio e le proprie capacità di farvi fronte adeguatamente; la DERS (Difficulties in Emotion Regulation Scale) per evidenziare difficoltà di ciascun genitore nel riconoscere, interpretare e regolare le proprie emozioni. I test sono stati sottoposti a 380 genitori (142 coppie, 215 madri e 23 padri) da parte di 45 pediatri di famiglia in occasione della visita per il bilancio di salute ai due anni d’età. 33 bambini (9%) sono risultati a rischio riportando un punteggio ≥3 e 1 di questi è risultato essere ad elevato rischio. Per 64 bambini (16,8%) almeno uno dei genitori è risultato positivo al PSI-SF e per 19 (5%) bambini per quanto concerne i risultati positivi della compilazione della DERS. Combinando i risultati ottenuti dai tre test e dalla valutazione clinica, accertatosi delle condizioni del bambino rispetto ai risultati emersi, il pediatra può restituire ai genitori una sintetica descrizione di quanto emerso e sintetizzare una relazione strutturata per lo specialista. Una comunicazione condivisa all’interno della triade genitore-pediatra-neuropsichiatra in termini di tempestività e specificità di intervento che può contribuire anche all’efficacia della risposta.
ER  -   
