TY  -  JOUR
AU  -  Campedelli, Massimo
AU  -  Chiodo, Emanuela
T1  -  Diritto alla salute 
e medicina territoriale in Calabria. Una ricerca con i medici di medicina generale delle quattro aree interne Snai
PY  -  2022
Y1  -  2022-07-01
DO  -  10.1707/3858.38417
JO  -  Ricerca & Pratica
JA  -  Ric&Pra
VL  -  38
IS  -  4
SP  -  161
EP  -  169
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2480
Y2  -  2026/07/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1707/3858.38417
N2  -  ►Introduzione. La letteratura, nazionale e internazionale, sottolinea l’importanza dell’assistenza primaria e territoriale per l’erogazione di servizi sociosanitari di qualità, per la riduzione delle disparità territoriali e delle disuguaglianze di salute, per la diminuzione dei costi totali del sistema sanitario. Le ricerche evidenziano anche che una fornitura adeguata e sufficiente di servizi di prossimità è associata a politiche governative, nazionali e regionali, in grado di supportare e sostenere la dimensione territoriale dei servizi sanitari e sociosanitari. A partire da questa cornice teorica ed empirica, i medici di medicina generale (MMG) dei piccoli comuni calabresi delle quattro aree pilota della Strategia nazionale per aree interne (Snai) sono stati intervistati per indagare in profondità e in modo intensivo la loro attività e il ruolo svolto nelle comunità in cui lavorano, alla luce dei vincoli e delle criticità esistenti nel sistema sanitario regionale. ►Materiali e metodi. È stata realizzata una desk analysis della documentazione ufficiale riguardante le aree interne calabresi e il sistema sanitario regionale. Sono state condotte 20 interviste qualitative semistrutturate con MMG operanti in alcuni dei comuni compresi nelle quattro aree pilota Snai della Calabria. ►Risultati. Le quattro aree pilota della Calabria condividono un rilevante svantaggio nell’accesso alle cure e ai servizi sociosanitari per la tutela della salute. Come emerge dalle interviste, molte delle condizioni di sfavore esistenti nei territori vanno ben oltre le carenze esistenti in loco e si inscrivono nel mal funzionamento e nella disorganizzazione della sanità calabrese. La distanza dagli ospedali o da un presidio di pronto soccorso, in caso di necessità, pesa in modo rilevante sulla vita quotidiana dei pazienti. La percezione di questa insicurezza è alimentata non solo dalla distanza fisica dai presidi di primo soccorso, ma anche e soprattutto dalle incertezze che avvolgono il servizio del 118. In questo scenario, ampi deficit nell’organizzazione e nel funzionamento della medicina territoriale e domiciliare si traducono in una centralità del MMG che, di fatto, nella risposta ai bisogni di salute dei suoi pazienti, quando può, è chiamato ad incarnare un ruolo di case manager, sopperendo a tutto ciò che manca sul territorio e, spesso, senza poter contare su reti multiprofessionali con cui condividere i carichi di lavoro. ►Conclusioni. Il MMG svolge una funzione centrale, e articolata, nelle strategie di fronteggiamento dei bisogni di salute degli abitanti delle aree interne. Il ruolo di case manager assunto nella comunità ne fa una figura di riferimento tra i residenti dei piccoli comuni interni, in un contesto in cui i tanti limiti osservati nell’accesso al diritto alla salute sono dettati da una distorta e insufficiente regolazione regionale del sistema sanitario. Quest’ultimo è incapace di riequilibrare la perifericità e lo svantaggio delle aree interne attraverso l’incentivazione della dimensione territoriale di attività e servizi di cura e prevenzione, e ciò acuisce marginalizzazione e povertà di salute.
ER  -   
