TY  -  JOUR
AU  -  Segre, Giulia
AU  -  Roberti, Elisa
AU  -  Campi, Rita
AU  -  Clavenna, Antonio
AU  -  Bonati, Maurizio
AU  -  Gruppo di lavoro NASCITA-Neurosviluppo
T1  -  Neurosviluppo a 3 anni d’età: follow-up dei bambini della coorte italiana NASCITA
PY  -  2024
Y1  -  2024-09-01
DO  -  10.1707/4348.43338
JO  -  Ricerca & Pratica
JA  -  Ric&Pra
VL  -  40
IS  -  5
SP  -  198
EP  -  205
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2480
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1707/4348.43338
N2  -  ►Obiettivo. Identificare i bambini a rischio di disturbi del neurosviluppo attraverso l’impiego di strumenti validati da parte dei pediatri di famiglia e dei genitori. ►Metodi. Nell’ambito dello studio di coorte NASCITA è stato valutato il neurosviluppo a 36 mesi di età di 148 bambini. La valutazione è stata effettuata dai pediatri di famiglia tramite la checklist CDC Learn the Signs, Act Early Milestones Checklist e dai genitori con lo strumento Strengths and Difficulties Questionnaire (SDQ). I bambini sono stati considerati a rischio di disturbo (presenza di segnali di allarme) per un punteggio totale ≥ 12 alla checklist del CDC o > 14 all’SDQ. Sono state condotte analisi univariate e multivariate per identificare le variabili associate con una probabilità maggiore di presentare segnali di allarme. ►Risultati. Alla valutazione dei 36 mesi sono stati osservati segnali di attenzione nel 14% dei bambini valutati, una prevalenza inferiore rispetto a quella della valutazione a 24 mesi (16%): nei 2/3 dei casi i segnali di attenzione sono scomparsi tra i 24 e 36 mesi. Nel 5% dei bambini sono stati osservati segnali di attenzione persistenti nel tempo. L’età materna più elevata al parto (OR 8,93, IC95%: 1,87-42,62) e la disoccupazione materna (OR 4,75, IC95%: 1,40-16,09) sono risultati i principali fattori di rischio per segnali di allarme, mentre la lettura ad alta voce è emersa come fattore protettivo, sottolineando la sua importanza nell’ambito degli interventi precoci. ►Conclusioni. I risultati evidenziano la necessità di un monitoraggio continuo dei segnali di allarme e l’importanza delle pratiche genitoriali positive nel ridurre il rischio di disturbi del neurosviluppo. L’identificazione tempestiva da parte dei pediatri di famiglia è fondamentale per affrontare precocemente i disturbi e migliorare gli esiti a lungo termine.
ER  -   
