TY  -  JOUR
AU  -  Basso, Eleonora
AU  -  Roberti, Elisa
AU  -  Tessarollo, Valeria
AU  -  Costantino, Ilaria
AU  -  Clavenna, Antonio
AU  -  Scarpellini, Francesca
AU  -  Campi, Rita
AU  -  Giardino, Michele
AU  -  Zanetti, Michele
AU  -  Canevini, Maria Paola
AU  -  Bonati, Maurizio
T1  -  Il passaggio dall’adolescenza alla maggiore età per i giovani con ADHD
PY  -  2025
Y1  -  2025-01-01
DO  -  10.1707/4424.44211
JO  -  Ricerca & Pratica
JA  -  Ric&Pra
VL  -  41
IS  -  1
SP  -  8
EP  -  17
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2480
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1707/4424.44211
N2  -  ►Obiettivo. Indagare l’attuale gestione della transition dai servizi dedicati all’infanzia a quelli dedicati all’età adulta in Italia per i pazienti con ADHD (Deficit d’Attenzione e Iperattività). ►Metodi. Studio osservazionale collocato all’interno della fase 2 del progetto TransiDEA (Transitioning in Diabetes, Epilepsy and ADHD patients), promosso dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Analisi dell’esperienza diretta di un gruppo di 36 giovani con ADHD che hanno compiuto 18 anni tra il 2017 e i 2021 e i clinici (neuropsichiatri infantili e psichiatri) coinvolti nei loro percorsi di cura prima, durante e dopo il passaggio all’età adulta. Ai pazienti è stata proposta un’intervista strutturata tramite videochiamata, mentre i medici hanno compilato un questionario. Le domande riguardavano la diagnosi, la sintomatologia, i diversi interventi terapeutici, la gestione della transition da parte dei servizi, il tasso di successo dell’invio dal servizio di Neuropsichiatria Infantile al servizio per adulti e l’outcome a distanza dal punto di vista clinico e socio-lavorativo. ►Risultati. Nel nostro campione il tasso di dispersione dai servizi durante la transition è pari a circa il 50% considerando tentativi di invio da parte della Neuropsichiatria Infantile, e arriva al 75% sul totale se consideriamo l’effettiva presa in carico da parte del servizio per adulti. Per 7 pazienti l’invio non è stato ritenuto necessario per buon compenso clinico. Per altri 9 pazienti non è stato effettuato per assenza di servizi sufficientemente specializzati per adulti con ADHD e per i restanti 5 per scarsa compliance da parte della famiglia. In base a quanto riferito dai pazienti, nel 50% dei casi non sono stati messi in atto interventi specifici volti alla gestione della transition, nel 19% sono stati effettuati incontri informativi tra NPI e la famiglia, nel 25% è stata inviata una relazione clinica e nel 6% è stata effettuata una discussione caso tra professionisti. Tali dati risultano grossomodo in linea con quelli riportati dai professionisti. In merito all’outcome clinico, particolare attenzione è stata rivolta alla comparsa di “eventi sentinella”, episodi indicativi di verosimile aggravamento del quadro clinico (es. accessi in Pronto soccorso per uso di sostanze, incidenti stradali in stato di ebbrezza, risse), comparsi nel periodo trascorso tra la dimissione dalla NPI e il momento dell’intervista. Almeno un episodio è stato osservato nel 36% dei ragazzi non in cura al momento dell’intervista e nel 14% dei pazienti in cura. ►Conclusioni. I risultati riportati in questo lavoro confermano l’urgenza di mettere in atto interventi utili a favorire e facilitare la transition dai servizi pediatrici a quelli per adulti per i pazienti con ADHD. La terza fase del progetto TransiDEA, attualmente in via di conclusione, ha raccolto le informazioni ottenute nelle fasi 1 e 2 per stilare un documento contenente indicazioni organizzative e pratiche rivolte ai servizi di cura al fine di consentire una miglior strutturazione del processo di transition in Italia.
ER  -   
