TY  -  JOUR
AU  -  Miotto, Margherita
T1  -  Le sfide politiche per chi opera nell’ambito sociosanitario
PY  -  2025
Y1  -  2025-07-01
DO  -  10.1707/4546.45466
JO  -  Ricerca & Pratica
JA  -  Ric&Pra
VL  -  41
IS  -  4
SP  -  155
EP  -  162
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2480
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1707/4546.45466
N2  -  Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è stato istituito in Italia nel 1978 con la legge 833, dando finalmente attuazione all’art. 32 della Costituzione e superando il sistema mutualistico precedente, basato su casse mutue diseguali e frammentate. Il nuovo modello, ispirato al principio di universalità, garantisce a tutti i cittadini il diritto alla salute attraverso un sistema pubblico finanziato dalla fiscalità generale e organizzato su più livelli: Stato, Regioni, Comuni. Negli anni successivi, però, il SSN ha subito diverse riforme. La controriforma del 1992 (decreto 502) ha introdotto logiche aziendali, aperto al privato e separato le funzioni tra chi finanzia e chi eroga i servizi, causando squilibri, aumento dei ricoveri e sottofinanziamento della prevenzione. Nel 1999, con la riforma Bindi, si è tentato di correggere questa deriva, ma la sua attuazione è stata debole. La sanità italiana ha poi affrontato una lunga fase di definanziamento, aggravata dalla crisi economica del 2008 e da una crescente diseguaglianza tra regioni. Le riforme territoriali, come il DM 77/2022 collegato al PNRR, puntano oggi a rafforzare l’assistenza di prossimità attraverso strutture come le Case della Comunità, le Centrali Operative Territoriali e la telemedicina, per integrare sanitario e sociale e superare la centralità dell’ospedale. Tuttavia, servono investimenti, formazione, governance unitaria, partecipazione attiva dei territori e coinvolgimento del terzo settore per garantire un’assistenza equa, integrata e vicina ai bisogni reali delle persone.
ER  -   
