TY  -  JOUR
AU  -  Bertoldi, Silvia
AU  -  Busetto, Daniele
AU  -  Carraro, Marta
AU  -  Colombo, Giorgio
AU  -  Forni, Sauro
AU  -  Karroum, Selima Francesca
AU  -  Laruina, Maria Teresa
AU  -  Longo, Emanuele
AU  -  Lot, Mirella
AU  -  Mamataz, Hasnahena
AU  -  Nardi, Cristiana
AU  -  Silvetti, Marilena
AU  -  Tesser, Sara
AU  -  Lamberti-Castronuovo, Alessandro
T1  -  La terapia farmacologica in una popolazione adulta migrante con patologie croniche non trasmissibili
PY  -  2025
Y1  -  2025-09-01
DO  -  10.1707/4581.45875
JO  -  Ricerca & Pratica
JA  -  Ric&Pra
VL  -  41
IS  -  5
SP  -  198
EP  -  205
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-2480
Y2  -  2026/08/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1707/4581.45875
N2  -  ►Obiettivo. Questo studio ha l’obiettivo di valutare la frequenza e le tipologie di malattie croniche non trasmissibili (NCDs) e i corrispondenti trattamenti farmacologici prescritti ai pazienti migranti adulti assistiti presso l’ambulatorio di medicina generale dell’ONG Emergency a Marghera (VE). L’analisi si è concentrata sull’identificazione delle NCDs, sulla valutazione dei farmaci prescritti, la polifarmacoterapia e sulla verifica dell’appropriatezza dei trattamenti farmacologici e dell’aderenza dei pazienti ai regimi terapeutici. ►Metodi. È stata condotta un’analisi retrospettiva su una coorte di 48 pazienti migranti con una o più NCDs trattati presso l’ambulatorio di Emergency tra marzo e dicembre 2024. I pazienti sono stati valutati settimanalmente, in un giorno dedicato, sempre dallo stesso medico e da un’infermiera, durante tutto il periodo dello studio. ►Risultati. Il campione di 48 pazienti ha presentato un’ampia varietà di NCDs, con ipertensione arteriosa e diabete mellito come le condizioni più frequentemente diagnosticate, spesso presenti nello stesso paziente. Sono stati prescritti complessivamente 58 principi attivi, con un livello di polifarmacoterapia generalmente contenuto in oltre la metà del campione. L’appropriatezza farmacologica, valutata in base al grado di conformità alle indicazioni e linee-guida correnti, è risultata soddisfacente. Inoltre, la compliance dei pazienti ai regimi terapeutici prescritti è stata generalmente buona. ►Conclusioni. Le NCDs comunemente riscontrate nella popolazione generale sono altrettanto frequenti tra le popolazioni migranti, con alcune variazioni influenzate da origini geografiche, circostanze socio-culturali, condizioni lavorative e abitudini di vita. Le terapie farmacologiche, ove indicate, devono essere attentamente personalizzate in base alle necessità del singolo paziente, considerando la fragilità e vulnerabilità della sua situazione. Questa vulnerabilità nella popolazione migrante è spesso determinata da bassi livelli di alfabetizzazione sanitaria, barriere linguistiche, peculiarità culturali e stili di vita diversi. Monitorare l’aderenza terapeutica nel tempo, inoltre, è di fondamentale importanza. Il coinvolgimento attivo del paziente, e, ove possibile, il supporto dei familiari, conoscenti e professionisti esterni, è essenziale per aumentare la consapevolezza terapeutica e ottimizzare la gestione del trattamento. Tuttavia, esistono ampi margini di miglioramento nelle pratiche farmacoterapiche adottate dagli operatori sanitari. È necessario porre maggiore attenzione alla riconciliazione/ottimizzazione terapeutica e, quando appropriato, alla deprescrizione prudente per ridurre la polifarmacoterapia e promuovere una cura centrata sul paziente. Monitorare e gestire le NCDs è particolarmente cruciale per i migranti che non sono ancora integrati nel Servizio sanitario Nazionale (SSN). In assenza di un adeguato controllo delle NCDs, questi pazienti sono a maggior rischio di sviluppare complicanze che possono determinare un significativo onere in termini di costi di trattamento, riabilitazione e assistenza a lungo termine. Inoltre, il mancato accesso alle cure per le popolazioni vulnerabili rischia di compromettere i principi universalistici del SSN, trascurando l’impegno a garantire l’assistenza sanitaria per tutti.
ER  -   
