Richiesta di indagine conoscitiva sul lavoro minorile


Il 2021 è stato proclamato anno internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile.

Il rapporto curato da OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) e Unicef, da poco diffuso, sottolinea come la pandemia potrebbe portare a un aumento della povertà e di conseguenza a un incremento del lavoro minorile, dato che le famiglie utilizzano tutti i mezzi disponibili per sopravvivere.

Secondo lo studio, potrebbero acuirsi anche le disuguaglianze di genere, essendo le bambine e le ragazze particolarmente vulnerabili allo sfruttamento in agricoltura e nei lavori domestici.




I minori di 16 anni che lavorano oggi in Italia sono stimati in circa 260.000, cioè il 5,2% della popolazione.

Al crescere dell’età aumenta la quota di chi fa un’esperienza di lavoro, così come emerso da precedenti indagini sul tema: l’incidenza è minima prima degli 11 anni (0,3%), è quasi del 3% tra gli 11 e i 13 anni e ha un picco nella classe 14-15 anni, raggiungendo il 18,4%.

A conferma di questa progressione, è stata ricostruita la distribuzione dei 14-15enni per età al primo lavoro (figura 1): la maggior parte dei ragazzi fa la sua prima esperienza dopo i 13 anni (il 72%). Complessivamente, per 100 ragazzi di 14-15 anni, quasi il 22% riferisce di aver fatto qualche esperienza di lavoro.

Il rapporto propone una serie di misure per contrastare la minaccia di una recrudescenza del lavoro minorile:

una protezione sociale più estesa;

un più facile accesso al credito per le famiglie povere;

la promozione di impieghi più dignitosi per i genitori;

misure per incentivare il ritorno a scuola dei bambini, compresa l’eliminazione delle tasse scolastiche;

maggiori risorse per le ispezioni sui luoghi di lavoro;

rispetto delle norme sul lavoro minorile.

Questo problema diventa ancora più stringente laddove proliferano le organizzazioni criminali, spesso unico sbocco possibile per i bambini che vivono in situazioni di povertà educativa e disagio sociale.

Il lavoro minorile comprende varie forme di sfruttamento e abuso, nega ai bambini il diritto di andare a scuola, la possibilità di giocare e di godere dei loro affetti.

Per questi motivi, ho proposto alla Commissione bicamerale infanzia e adolescenza un’indagine conoscitiva su questo tema, che non può restare ai margini delle discussioni della politica.


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