Storia di un coronavirus: domani mi vaccino?


L’insorgere e l’espandersi della pandemia, le iniziative e i provvedimenti di contenimento dell’infezione, il monitoraggio e tracciamento dei positivi, la campagna vaccinale e l’informazione ai cittadini hanno ancora una volta sottolineato la disattenzione e i ritardi verso i più fragili, le persone con disabilità e i caregiver famigliari. Ancora una volta l’autonomia,  la sensibilità, la professionalità, la condivisione, la perseveranza di alcuni operatori hanno accompagnato (si sono presi cura di) persone fragili e famiglie nella pandemia. Un esempio virtuoso quello qui riportato a fronteggiare e rivendicare un diritto negato. Red.


Il gruppo di lavoro dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Fondazione Policlinico di Milano si è posto l’obiettivo di accompagnare i genitori e i loro bambini nella delicata fase di scegliere consapevolmente di vaccinare i bambini a partire dai 5 anni di età, attraverso una modalità narrativa semplice e accessibile a tutti.

Nasce così questo nuovo sequel di “Storia di un coronavirus”, scritto da Francesca Dall’Ara e illustrato da Giada Negri, che si rivolge a tutti i bambini, a partire dai 3 anni, con un’attenzione specifica ai bambini con fragilità e disturbi del neurosviluppo, attraverso una versione tradotta con i simboli della Comunicazione Aumentativa.

Il racconto accompagna le due piccole protagoniste in un acceso dibattito riguardo all’opportunità di fare la vaccinazione, con l’obiettivo di dare parola a tutti i dubbi e le preoccupazioni, anche quelle apparentemente strane, e favorire uno scambio autentico, costruttivo e mai giudicante.






È quasi Natale, ma Margherita e Agnese non sono in vena di letterine, chiuse nella loro cameretta discutono animatamente di una questione molto importante.

“Non mi interessa il lecca-lecca io questa puntura non la voglio fare. Punto e stop!” cantilena Margherita, fissando il muro.

“Allora il tuo leccalecca me lo prendo io!” esulta Agnese, abituata a ricavare vantaggi dalle ostinazioni della sorella maggiore.

“Non se ne parla! Ho già deciso: lo regalerò a Pietro, visto che non può fare il vaccino” ribatte secca Margherita.

“Questo non è giusto! Perché lui non deve fare la puntura?” le domanda contrariata Agnese, che ormai da diverso tempo combatte l’ingiustizia di non essere l’ultima ma nemmeno la prima tra i fratelli...

“La mamma ha detto che non può farlo perché è ancora troppo piccolo” sentenzia la bambina, con il suo ritrovato piglio deciso.

“Ecco, sempre la stessa storia, siccome lui è più piccolo ha tutte le fortune” replica Agnese, mentre i suoi occhioni già si fanno umidi di lacrime.

“In verità non lo so se è davvero più fortunato di noi… senza il vaccino rischia di prendersi il Covid” risponde Margherita che, come sempre accade, si ammorbidisce un po’ di fronte alle lacrime della sorellina.

“Hai ragione, non ci avevo pensato, noi saremo protette! Ma allora perché tu non lo vuoi fare?” le domanda candida Agnese, immediatamente rincuorata dall’idea di sentirsi finalmente al sicuro dal virus.

“Perché ho paura che mi faccia stare male. È ovvio…” risponde Margherita in un timido sussurro.

“Dici? Ma stare male come?” si incuriosisce la sorellina.

“Tipo che mi viene la febbre alta e non posso andare a scuola!” spiega con pazienza Margherita.

“Ma la mamma e il papà lo hanno fatto e non sono stati tanto male, ti ricordi? Giusto il tempo di un po’ di coccole!”.

“È vero, ma loro sono grandi e io, invece, sono preoccupata di come potrebbe essere per noi bambini” incalza la sorella maggiore.

“Perché come potrebbe essere?” domanda perplessa Agnese, a cui saltare un giorno di scuola sembra un beneficio che supera qualsiasi rischio.

“Tipo che smetto di crescere e rimango bassa come adesso per il resto della mia vita” risponde Margherita, sfogando finalmente e tutta d’un fiato, la sua più grande preoccupazione.

“Ma che dici, sei impazzita?? Secondo te la mamma e il papà, che ci ripetono tutti i giorni quanto è bello vederci diventare grandi, ci darebbero mai una pozione per rimanere basse??!! È impossibile!” esclama Agnese con una logica impeccabile.

“Questo è vero in effetti e io mi fido della mamma e del papà, però… ancora non sono convinta... nessuna delle mie amiche ha già fatto il vaccino, nemmeno Gaia!” riflette Margherita, ripiombando in un baleno nel buio di suoi dubbi.

“Poverine! Quindi loro dovranno continuare a tenersi la mascherina?” commenta Agnese dispiaciuta.

“Anche noi dovremo continuare a portarla, hai visto i grandi. Hanno fatto il vaccino ma non cambia niente…” la apostrofa Margherita con fare saccente.

“Non è vero che non cambia niente, ti ricordi l’anno scorso? Abbiamo avuto paura fino all’ultimo che nemmeno Babbo Natale riuscisse ad arrivare a casa nostra per portarci i regali… e invece quest’anno…”.

“E invece quest’anno possiamo andare a pranzo dai nonni e vedremo anche i cugini… perché da quando hanno fatto il vaccino stare insieme è diventato molto meno pericoloso!” la interrompe Margherita, che si ricorda all’improvviso della sua paura di ammalarsi e di contagiare i nonni e le sembra decisamente più insopportabile di quella per la puntura.

“Infatti Marghe… cosa dici se consigliamo alla mamma di non portarlo Pietro... visto che non è vaccinato?” propone Agnese con una luce furbetta negli occhi.

“Nene sei sempre la solita gelosissima…!” le sussurra Margherita all’orecchio un attimo prima di mettersi ad urlare a squarcia gola “mamma, papà!! Agnese vuole lasciare Pietro a casa da solo il giorno di Natale!!”.

Ma la mamma e il papà non sono lontani… fermi sulla soglia della cameretta ascoltano i discorsi delle loro bambine aspettando il momento giusto per intervenire ed invece le scoprono capaci di affrontare ogni cosa, perfino quelle di cui discutono gli scienziati, con gli stessi ingredienti con cui insaporiscono le loro giornate: spessi strati di battibecchi, manciate di fiducia e un pizzico di immancabile gelosia!


Testo di
Francesca Dall’Ara

Servizio per le disabilità complesse
e Malattie Rare dell’Unità di Neuropsichiatria
dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA)

della Fondazione IRCCS
Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano

Illustrazioni di
Giada Negri


Versione in simboli a cura di
Antonio Bianchi e Laura Bernasconi

Centro sovrazonale di Comunicazione aumentativa di Milano e Verdello
secondo il modello definito
dal Centro studi inbook csinbook.eu 2022
Simboli Widgit Literacy symbols (WLS)
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