Salviamo i minori
dalle guerre

di Paolo Siani*

La Commissione Infanzia e Adolescenza ha iniziato una serie di audizioni per verificare le iniziative da adottarsi a favore dei bambini e degli adolescenti che si trovano in Ucraina e dei minori profughi provenienti da questo contesto bellico.

Contemporaneamente il 5/4 il Parlamento europeo ha approvato la “Risoluzione sulla protezione dell’Unione nei confronti dei minori e dei giovani in fuga dalla guerra in Ucraina” (2022/2618(RSP)).

Sono più di 100.000 i bambini, metà dei quali con disabilità, che vivono in strutture di assistenza istituzionale e in convitti in Ucraina e oltre il 90% di tali bambini ha genitori.

Secondo i dati ufficiali, 4311 neonati sono nati in Ucraina tra il 24 febbraio e l’inizio di marzo e, secondo le stime, le donne in stato di gravidanza all’inizio della guerra erano 265.000, delle quali circa 80.000 dovrebbero partorire nei prossimi tre mesi. 378 istituti di istruzione secondaria e superiore sono stati distrutti in Ucraina dai bombardamenti russi.

Al 18/4/22 sono giunti in Italia dall’Ucraina 96.512 persone, 11.479 uomini adulti, 49.900 donne e ben 35.133 minori, prevalentemente bambini con un’età che varia tra 7 e 14 anni.
Di questi 1764 sono quelli certamente non accompagnati.

Le cose da fare subito che ci hanno detto tutti gli auditi in commissione e che abbiamo condiviso con l’On. Chinnici dell’Intergruppo Infanzia del Parlamento europeo e che chiederemo al governo italiano sono sostanzialmente queste.

Gli Stati membri trattino ogni minore richiedente asilo innanzitutto come un bambino, a prescindere dalla sua origine sociale o etnica, dal genere, dall’orientamento sessuale, dall’abilità, dalla nazionalità o dallo status di migrante.

È necessaria la creazione di passaggi sicuri e corridoi umanitari per i minori in fuga dal conflitto, sia non accompagnati che con le loro famiglie, nonché la fornitura dell’assistenza urgente di cui hanno bisogno i minori che sono sfollati interni oppure bloccati nelle zone accerchiate dalle quali non sono in grado di fuggire.

Condividere le informazioni tra gli Stati membri, nel pieno rispetto delle norme in materia di protezione dei dati, e riconoscere in uno Stato membro la registrazione effettuata da un altro Stato membro.

È necessario che alle frontiere siano presenti e disponibili responsabili della protezione dei minori per individuare le vulnerabilità, per identificarli e registrare con precisione la nazionalità, l’apolidia o il rischio di apolidia del minore al suo arrivo e indirizzandoli ai servizi adeguati, tra cui il sostegno psicosociale, il sostegno alla salute materna, la protezione contro la violenza di genere, il rintracciamento della famiglia e il sostegno al ricongiungimento familiare.

Assicurare che sia garantito il pieno accesso a tutti i servizi di base e ad un’assistenza adeguata in linea con le norme internazionali in materia di protezione dei minori.

Fornire ai minori informazioni a misura di bambino, in una lingua a loro comprensibile, sulla loro situazione, i loro diritti e il rischio che possano essere esposti alla tratta e ad altre forme di sfruttamento.

Garantire che venga rapidamente nominato un tutore per tutti i minori non accompagnati all’arrivo nel loro primo paese, indipendentemente dalla loro nazionalità o dal loro status di immigrazione, e che tutte le informazioni fornite dal tutore siano trasmesse con modalità consone alla loro età.

È necessaria l’integrazione scolastica per limitare l’abbandono scolastico ed evitare la segregazione nell’istruzione, che porta all’esclusione sociale e alla discriminazione, favorire la dad con le scuole ucraine di appartenza.


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