Tripotrelina, farmaco per giovanissimi TGD



La triptorelina, un bloccante transitorio e reversibile della pubertà, è un farmaco salva-vita nei giovanissimi transgender e gender diverse, prescritto solo dopo attenta valutazione multiprofessionale, il cui scopo non è né castrare chimicamente e definitivamente, né modificare orientamento e identità sessuale, ma dare tempo ai giovani sofferenti e alle famiglie di fare scelte ponderate e mature, impedendo stigma sociale, autolesionismi e suicidi.

Adolescenti transgender e gender diverse (TGD) hanno un’identità di genere non conforme al sesso assegnato alla nascita. Essere TGD è un aspetto previsto dello sviluppo umano e tutte le identità di genere possono essere considerate possibili variazioni dell’identità sessuale di una persona, come è stato dichiarato univocamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) e dall’Associazione Psichiatrica Americana (APA). Le persone adolescenti TGD possono provare una intensa sofferenza causa della loro incongruenza di genere, sia psicologica che fisica. Il disagio psicologico sembra derivare in gran parte dal pregiudizio sociale e dallo stigma di coloro che non riconoscono l’esistenza di una varianza di genere come normale espressione dell’ampio spettro in cui l’identità di genere può svilupparsi. Purtroppo, a volte, lo stigma è presente anche fra il personale sanitario, e le persone TGD devono affrontare numerosi ostacoli per avere accesso alle cure e si devono confrontare, in alcuni casi, con professionisti che non sono adeguatamente formati e quindi non rispondono adeguatamente alle loro esigenze.

Al momento della pubertà può insorgere un intenso disagio fisico e disforia nell’osservare e vivere i cambiamenti corporei che si sviluppano progressivamente in una direzione non voluta e non desiderata, come può essere la crescita dei peli del viso e del corpo, l’abbassamento del tono di voce e lo sviluppo dei genitali, negli adolescenti assegnati maschi alla nascita, e lo sviluppo del seno o la comparsa delle mestruazioni, nelle adolescenti assegnate femmine alla nascita.

A causa dello stigma sociale e istituzionale e del disagio fisico, le persone adolescenti TGD sono una popolazione più vulnerabile dal punto di vista psicologico, con un rischio più elevato, scientificamente ben documentato, di sviluppare ansia, depressione, abbandono scolastico, isolamento sociale, mancata relazione tra pari, sino ad arrivare ad atti di autolesionismo e suicidio.

Inoltre, una aumentata vulnerabilità psicologica e alcune psicopatologie sembrano esordire o peggiorare proprio nel corso della pubertà, fase della vita particolarmente impegnativa, dove l’angoscia di doversi confrontare con modificazioni corporee indesiderate (e fuori controllo) svolge un ruolo importante sul corretto sviluppo psichico della persona.

Per ridurre il suddetto disagio psicologico e fisico, oltre a guadagnare tempo e dare la possibilità all’adolescente stesso di esplorare ulteriormente il proprio percorso di affermazione di genere, è stato proposto da alcuni anni l’uso di farmaci come gli analoghi del GnRH (GnRHa) che hanno lo scopo di sospendere temporaneamente la progressione delle modificazioni puberali e sono impiegati da molto tempo nella terapia della pubertà precoce. La prescrizione del GnRHa, triptorelina, avviene secondo quanto già previsto dalla Determina AIFA n. 21756/2019 del 25 febbraio 2019 (dopo parere favorevole del Comitato Nazionale di Bioetica in data 13 luglio 2018) che prevede che la prescrizione avvenga solo dopo attenta valutazione multiprofessionale, con il contributo di una équipe multidisciplinare e specialistica, composta da neuropsichiatri dell’infanzia e dell’adolescenza, psicologi dell’età evolutiva, bioeticisti ed endocrinologici. L’assenso fornito dall’adolescente e il consenso informato fornito dai genitori o da altri tutori secondo le normative attuali inerenti ai soggetti minorenni (art. 3 della legge n. 219/2017) è richiesto dalla Determina AIFA, pertanto i genitori sono sempre parte attiva del processo decisionale relativamente alla terapia.

A molti purtroppo sfugge la natura assolutamente transitoria e largamente reversibile del trattamento con GnRHa, il cui obiettivo non è la “castrazione chimica” o influenzare le scelte dei giovanissimi o delle famiglie ma, al contrario, dar loro tempo per poter effettuare scelte più mature e ponderate.

Allo stato attuale, l’uso di GnRHa per le persone adolescenti TGD è stato approvato negli standard di cura delle principali associazioni scientifiche mondiali che si occupano di queste problematiche, fra le altre la World Professional Association for Transgender Health (WPATH) che ha inserito il trattamento con GnRHa sin dalla quinta edizione del 1998 delle Linee Guida e Standard di Cura, l’Endocrine Society e, in Italia, da diverse società scientifiche dedicate alla ricerca e cura nell’ambito della realtà TGD, quali la Società Italiana Genere Identità e Salute (SIGIS), la Società Italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità (SIAMS), la Società Italiana di Endocrinologia (SIE), la Società Italiana di Pediatria Endocrinologia e Diabetologia (SIEDP) nonché l’Osservatorio Italiano di Identità di Genere (ONIG).

Purtroppo, in questi ultimi mesi stiamo assistendo alla diffusione di informazioni errate dal punto di vista scientifico e fuorvianti su tale importantissima e serissima problematica, con l’utilizzo di un linguaggio inappropriato che nulla ha a che vedere con la reale funzione di questo tipo di terapia che non ha certo lo scopo di far cambiare sesso (sic) ai bambini (sic) ma ha il serissimo scopo di evitare conseguenze negative sul benessere psicologico e fisico sia a breve che a lungo termine di una popolazione particolarmente fragile e vulnerabile. Infatti, dai dati della letteratura scientifica si evince che fino al 40% dei giovani TGD tenta il suicidio (cfr. James SE, et al. National Center for Transgender Equality. 2016), e che la terapia con triptorelina riduce del 70% questa possibilità (cfr. Turban JL et al. Pediatrics. 2020). La terapia con triptorelina è indicata proprio nei casi in cui il rischio per la salute psicofisica dell’adolescente è significativo.

A supporto di tutti i professionisti dedicati a questa delicata realtà, che meriterebbe toni moderati e competenti, sottolineiamo qui la necessità di diffondere una cultura sulla salute nelle persone TGD basata su evidenze scientifiche e non su pregiudizi e posizioni ideologiche che potrebbero mettere a rischio la salute delle persone adolescenti TGD e rendere ancora più difficile il loro percorso di affermazione di genere aumentando per loro le già presenti difficoltà di accesso ai servizi sanitari.

Firmato da:

Associazione Culturale Pediatri (ACP); Associazione Italiana della Tiroide (AIT); Associazione Medici Endocrinologi (AME); Osservatorio Italiano di Identità di Genere (ONIG); Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS); Società Italiana di Diabetologia (SID); Società Italiana di Endocrinologia (SIE); Società Italiana di Pediatria Endocrinologia e Diabetologia (SIEDP); Società Italiana Genere identità e Salute (SIGIS); Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA); Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA-sezione di Psichiatria); Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS).