Paracetamolo, Trump e una revisione della letteratura

A settembre del 2025 il Presidente USA Donald Trump aveva fortemente sconsigliato le donne in gravidanza di assumere farmaci a base di paracetamolo. Con grande enfasi, e accompagnato da un “warning” ufficiale della FDA, ha associato l’uso di questo farmaco in gravidanza ad un aumento del rischio nei nascituri di patologie legate allo spettro autistico.

Una nuova revisione sistematica con metanalisi, pubblicata sulla rivista Lancet Obstet Gynaecol Womens Health a gennaio 20261, fornisce evidenze determinanti sulla sicurezza del paracetamolo in gravidanza. Lo studio, condotto da un team internazionale coordinato da Francesco D’Antonio e Asma Khalil, smentisce le associazioni causali ipotizzate tra uso del farmaco e disturbi del neurosviluppo, attribuendo i precedenti segnali di rischio a fattori di confondimento non controllati.

La revisione è stata condotta seguendo le linee guida PRISMA e registrata su PROSPERO. Gli autori hanno analizzato la letteratura presente nei database MEDLINE, Embase, ClinicalTrials.gov e Cochrane Library fino al 30 settembre 2025, includendo studi di coorte che riportassero stime aggiustate del rischio di disturbo dello spettro autistico, ADHD e disabilità intellettiva per il confronto con gravidanze con e senza paracetamolo.

Il punto di forza metodologico di questo lavoro risiede nella stratificazione delle evidenze. A differenza delle precedenti revisioni, le analisi sono state limitate agli studi con design “sibling-comparison” (confronto tra fratelli). Questo approccio statistico è fondamentale per mitigare i fattori di confondimento genetici e ambientali condivisi all’interno della famiglia (come lo status socioeconomico o la predisposizione ereditaria), che spesso viziano i risultati degli studi osservazionali tradizionali. La qualità degli studi inclusi è stata valutata mediante lo strumento QUIPS (Quality In Prognosis Studies), permettendo di isolare le ricerche a basso rischio di bias.

Dallo screening di oltre 4.000 articoli, sono stati inclusi nella revisione sistematica 43 studi di coorte, di cui 17 idonei per la metanalisi quantitativa. I risultati, focalizzati sulle analisi tra fratelli, non mostrano alcuna associazione statisticamente significativa tra l’esposizione prenatale al paracetamolo e i tre outcome primari indagati:

1. Disturbi dello Spettro Autistico (ASD): l’analisi dei dati, che ha coinvolto oltre 2,2 milioni di gravidanze in studi con confronto tra fratelli, ha riportato un Odds Ratio (OR) di 0,98 (95% CI 0,93–1,03; p=0,45), indicando l’assenza di rischio aumentato;

2. Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD): l’OR aggregato è risultato pari a 0,95 (95% CI 0,86–1,05; p=0,31), escludendo anche in questo caso un’associazione significativa;

3. Disabilità Intellettiva: l’analisi ha mostrato un OR di 0,93 (95% CI 0,69–1,24; p=0,63), confermando la neutralità del farmaco rispetto all’outcome.

La robustezza di questi dati è stata confermata dalle analisi di sensibilità: l’assenza di associazione persiste anche limitando l’indagine ai soli studi giudicati a “basso rischio di bias” secondo il QUIPS e a quelli con un follow-up clinico superiore ai 5 anni.

Gli autori concludono che le associazioni osservate in passato tra paracetamolo e disturbi del neurosviluppo non riflettono un effetto causale del farmaco, ma sono verosimilmente attribuibili a confondimento residuo, derivante da indicazioni terapeutiche (come la febbre materna o il dolore sottostante) o da suscettibilità genetica.

Lo studio ha importanti implicazioni di sanità pubblica: il paracetamolo rimane l’analgesico e antipiretico di prima linea raccomandato in gravidanza. Una febbre alta non trattata in gravidanza potrebbe esporre la madre e il feto a rischi ben documentati (come aborto spontaneo o malformazioni congenite) o al dolore severo.




I risultati supportano le attuali linee guida delle principali società scientifiche internazionali, tra cui l’American College of Ostetrician and Gynecologists, il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists e l’European Medicines Agency. La buona notizia conferma che alle volte l’unico modo per smentire un inutile allarmismo è quello di affidarsi ad una buona revisione sistematica della letteratura.

Fabio Cruciani, Antonio Addis

Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma 1 – Regione Lazio

1. D’Antonio F, Flacco ML, Della Valle L, et al. Prenatal paracetamol exposure and child neurodevelopment: a systematic review and meta-analysis. Lancet Obstetrics, Gynaecology, & Women’s Health, Published online January 16, 2026; https://doi.org/10.1016/S3050-5038(25)00211-0.

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