L’autismo è un modo diverso di percepire il mondo

è quindi necessario cambiare attitudine, linguaggio e attenzione per dialogare nello spettro. È quello che i genitori di figli autistici hanno imparato a fare con doloroso amore genitoriale, con stanchezza e timore per il futuro. Troppo ancora abbandonati dalle istituzioni, con tanti intenti e provvedimenti che non trovano esecuzione. Nonostante un Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità e un Ministro per le disabilità attivi, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dal Parlamento della Repubblica Italiana nel 2009, rimane ancora largamente disattesa e ampie sono le disuguaglianze territoriali.

Tra le richieste dei genitori, il riconoscimento (economico) e l’attuazione (offerta attiva) dei trattamenti basati sull’Applied Behavior Analysis (ABA), del lavoro di professionisti ABA e di percorsi di cura appropriati e condivisi. Percorsi personalizzati di inclusione scolastica e preparazione al lavoro degli studenti con disabilità necessitano ancora di attuazione a partire dal sovraffollamento scolastico che per le persone nello spettro comporta disagio e malessere psicologico e fisico e non favorisce né l’apprendimento né l’insegnamento.

Lo sbilanciamento tra la narrazione pubblica, nelle sue varie forme, e gli interventi formali, istituzionali, a regime è ancora ampio caratterizzando l’area dello spettro per la frammentazione degli interventi, dagli approcci basati sulle scuole di pensiero, per una debole ricerca (quella italiana) a sostegno di un cambiamento, appropriato e duraturo, dalla parte dei pazienti e delle rispettive famiglie e basato su prove di efficacia.

Sono quindi i genitori, anche associandosi, a dare risposta a quelle necessità essenziali a garanzia di una qualità della vita e dignità per sé e i propri cari disabili. È la storia di Cascina Cristina, “un luogo in cui le persone adulte con autismo possono vivere a contatto con il loro tessuto sociale, coltivare le loro abilità e creare valore con e per il contesto territoriale”.










Maurizio Bonati

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